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Le Poesie di: Roberto Marzano

(Genova, 7 marzo ’59) - Note.

GOCCIOLINE

 

Goccioline piccole,

stupide,

con tante parole, non sono mai artefici,

se non di liti nevrotiche,

per maglie rigate o davanti ai semafori …

 

Stupidini, piccole gocce,

attenti ai vestiti,

ma incuranti degli “occhi blu”,

soffron se non cambiano i mobili,

diventan nervosi

e su l’autobus … spingono!

 

Goccioline sulla fronte

che il braccio, ogni tanto, manda via,

soldatini, un po’ stagnanti,

mi fanno tenerezza,

anche se sono assenti,

goccioline,  sopra un vetro,

scivolando van giù …

 

Soldatini, sempre al fronte,

come francobolli su lettere in bianco,

goccioline in uno stagno,

strette-strette-strette,

per non prendere freddo,

goccioline in nuvole gonfie che cadono giù …

 

Piccoli soldati stagnanti

che vanno a svagarsi con le loro automobili,

che hanno ben spolverato,

prima di stare in coda,

con piumini ridicoli …

 

Soldatini di stagno, piccoli,

non sono mai, invero, quello che sembrano :

i poveri appaiono splendidi

e i ricchi, tra stracci, l’oro nascondono …

 

Ma non pensar, che goccioline,

sian tutti gli altri, fuori che te,

guardar se stessi mette paura,

farlo alla gente consola un po’,

siam tutti gocce, dentro a un vaso,

che, da lì a un po’, può traboccar,

siam gocce, ma … non ci vogliamo bagnar !

VOCALI  DI  BIRRA 

 

Anticamente arabi alzavano alti attici

attenti ad adocchiare abbrivii aristocratici.

Adescavano, annoiati, antipatici avvocati,

alcolici aeroplani, albini agitatissimi …

Allora, altri astanti, arguti-affacendanti,

assumevan antibiotici assurdamente asburgici.

Ed Eleonora esclama : ”Enrico è educatissimo!

Evita, esperto, eccitazioni esili!”

Esplora egregiamente erogene escrescenze,

esclude elmi etilici, eczemi esantematici,

estemporaneizza effimere espressioni,

evidentemente : erotiche emozioni!!!

 

Illustri imberbi invertono idiomi indianeggianti,

intingono insalata in inglesine isteriche …

Impara, inizialmente, introduzioni ibride!

Inchioda intimi istanti, incomparabilmente!!

Istiga, iperbolico, idioti ipoglicemici,

insisti, ispira immagini : idee in incantesimi!!!

Ospitato ogniddove, osservo occhi, ombre, ori, ore,

orditi orientali, odori officinali, orinali …

Odo onde oblunghe oltrepassare oceani,

orpelli ortocromatici, olografie oniriche …

Orsù ossequia ora, oziosamente orgiastico,

osceni orgasmi ottici, otorinlaringoiatrici!!

  

Ulisse udì ululare uccelli ultragalattici,

ugole ulcerose urlare ultimatum …

Urgeva “uischi” umido , utopica uscita,

un uniforme ussara usata-utilizzabile …

Unicorni ustionati urtavano ubriachi,

ubbidivano umiliati usignoli usurpati …

 

RICORDO DELLA RIVIERA LIGURE

 

Chissà se l’ha capito

che sono una ragazza

oppure è

proprio per questo

che si accanisce ottuso

a manganellarmi a peso morto

la sua rabbia in faccia …

A vomitarmi addosso

 urla d’odio

e calci nella pancia

con il suo anfibio nero,

che nel sangue sguazza

e sul mio corpo,

follemente, 

impazza …

 

Indifeso oggetto,

 in balia della sua vendetta,

forse per un bacio non concesso,

o una sculacciata ingiusta di sua madre,

io “cagna rossa”, ”troia comunista”,

 

non so se, da questo sacco a pelo, 

ne uscirò viva,

se tornerò domani alla mia Brema

oppure morirò per le ferite o per paura …

 

Tutti gridano li intorno, 

è un bastonar con cura,

si picchiano i pensieri, 

si rompono le braccia …

CON  LE  MOLLETTE  TRA   I   DENTI  

 

Sto cercando un appiglio,

tra le bolle qualcosa di meglio,

che mi spinga a stare sveglio

e respinga lo stanco sbadiglio…

 

Che le chiazze di unto strapazzi,

faccia a pezzi la puzza,

mentre un flash di limone amaranto

mi scombina la testa :

piatti i miei pensieri,

piatta tu,

vertiginando assente    c

                                         a

                                                  d

                                                           o

                                                              g

                                                                i

                                                                  ù

… nel delirio lascivo,  ebbro di detersivo,

ubriaco di ammorbidente,

nell’amore pulito,

come il “bianco-più-bianco”,

dei miei sogni,

oh lavatrice volante!

Come mai farei se non ci fossi tu?

Lavi le mie ombre e mi ritiri su …

… a cercare , con lo straccio,

inzuppato di disinfettante,

di scovare, con coraggio,

le colonie di virus fetenti

che si annidano, sempre,

nei posti più scomodi e bassi,

dove passi e poi ci ripassi!

 

Perché il vero pulito è la base della casa perfetta,

per sentirsi sicuri e protetti : il primo dei passi!

Ma, purtroppo, ri-sono un po’ stanco

 (mi gira la testa!)

e ho qualcosa d’importante da fare alla finestra :

“Oh quanto è bello stendere tutti quei panni umidi

Con le mollette tra i denti equilibrarsi sui gomiti …

Oh, come sono felice perché sono capace

a stirar  le camicie …

risparmiando la luce!”

NON E’ CHE IO …

 

Non è che io sia razzista

ma,

non si può negare :

che i negri

non amino molto lavorare,

son sonnolenti,

mal lavati lavativi,

poco propensi alla produzione

e, in più,

 un olezzante eccesso di sudorazione …

 

Per non parlare dei sudamericani,

con la bottiglia di birra sempre sulla bocca,

guai a chi li tocca,

sono facili all’offesa,

che la rompon sulla testa

dei cinesi, quelli lì che mangiano i cani,

che fanno scarpe e borse 

 con la pelle dei crucchi bambini 

„wurstel-kraffen mit kartoffen“,

come i gelidi svedesi

che han, però, dei  bei donnoni

mica come le spagnole

che hanno neri baffi, tesi, come quelle calabresi!

Terrone

che sotto il lavandino

tengon le galline, e anche gli amanti,

che al novantatre  per cento son mafiosi,

in special modo i sanniti,

i turritani e i leccesi,

con quell’incredibile accento sguaiato,

intimidatorio e sfrontato,

genti di periferia, pigre,

inabituate al buon vivere civile,

sanno solo mangiare, e perder tempo,

come quel capellone del palazzo di fronte,

che va in giro col cane e le treccine ammuffite,

(ma lo usa lo “sciampo”?),

o quei drogati del piano di sopra

che rientrano a tutte le ore della notte

e vanno in bagno senza sosta …

Almeno fate mucchio

e tirate la catena, alla mattina,

l’unica cosa giusta che fa

mia moglie, quella cretina,

che, a parte certe assurde voglie,

sta sempre a chiacchierare-parlar-male,

con quella sciocca di sua figlia,

che pure le assomiglia (poverina!),

e  … notate un pò la mia mano destra :

sembra farlo apposta,

che se mi prude proprio lì,

la signora, non si muove

e chiede aiuto alla sinistra,  

come non le riguardasse,  a ‘sta cretina!

Oh, ma siamo matti!!!

E le tira una man-rovescia

ma lei non se la tiene, la restituisce doppia,

allor strepita, smoccola e  s’arruffa, 

senza ritegno, il cuor le graffia,

morde il ventricolo sinistro, che diventa ventriloquo,

e mi manda … a cagare! !

 

Per metterle d’accordo non mi resta che il suicidio

tanto cosa ci sto a fare,  

io, 

in mezzo a ‘sta gentaglia!!

EXTRACOMUNICANTI

 

 Ma cosa c’è di più bello alla sera

di abbandonarsi su una molle poltrona,

sintonizzati sul giusto canale,

abbuffarsi di cronaca vera ?

 

Addentrarsi nei particolari,

               quelli crudi che, poi, te li sogni,

                                    giusto-giusto per stare informati,

                                               per sapere dove sono arrivati …

                               Quante dita è entrata la lama? 

             Pubblicità! Ci si mette il pigiama!

 

Poi scattare veloci col dito, 

quando il gioco si fa più pesante,

        non puoi mica mostrare quei mostri

a tuo figlio, sempre più interessato!

   

Ma dopo sei spots l’orrore è passato :

            c’è un’attrice con la gonna all’ascella

                         che ci parla del suo fidanzato

                                       che ad aprile la sposa : ch’è bella!

                                                         Questa è la vita per chi non l’ha capita!

                              

                               Questo tipo di trasmissione, 

                               “servizi-indiretta-verità-esclusiva”,

                               “lei” ci illustra la vera vita, 

                                le nostre attese non van deluse,

                                siam tutti pronti davanti al video,

                               occhi aperti, orecchie tese, 

                                e anche se, un po’, ciò , impaurisce, 

                               ci da luce e ci solleva …

 

E allora via! Dobbiamo sapere,

              giusto-giusto per farci un idea,

                         del pedofilo anglo-belga-marocchino, 

                    e del negro che ha mangiato un bambino,

               della puttana albanese impalata, 

del nuovo amor  di Carolina …

              Non possiam perdere l’intervista :

“Nonna violentata dal nipotino!”

 

Scure, torbide storie d’orrore,

che a noi  Normali, 

mai, capiteranno,

siamo molto più buoni e puliti,

 siamo molto, molto più, intelligenti

di quelle genti schifose e ignoranti,

meridionali, 

“extracomunicanti”,

che non ragionano con il cervello ma

 col pugnale e

con il pisello!

Questa è la vita per chi non l’ha capita! 

Per chi non l’ha capita!

Su                                                                         Note

Roberto Marzano (Genova 7 marzo ’59), cantautore della nuova “Scuola Genovese”, musicante istrionico, giocoliere delle parole, novello poeta …

- "Premio Nazionale Fitel " 2002 per la "Poesia solidale"  ricevuto a Praiano (Sa) e a Roma

- Vincitore di una tappa del "Campionato Provinciale di Poesia" a   Camogli (Ge) -2002

- 1° dei selezionati per la "Festa della Poesia" a Palazzo Ducale   di    Genova a cura del  quotidiano"Il Secolo XIX" -2001

- Vincitore del Concorso “Navigare Nelle Parole” della rivista letteraria “Il Filo”- 2002

   - 2° classificato al Concorso letterario   “L’arcobaleno della vita" a Lendinara (Ro)  

Roberto Marzano

“EXTRACOMUNICANTE”

“La mia Genova non è come la vostra è tutta una salita, non ha nemmeno una discesa,  non ha banche sotto casa e fa fatica a far la spesa …”

Roberto Marzano, “extracomunicante” … Ovvero l’uscire dal linguaggio della canzone d’autore per passeggiare in  quello più libero della poesia.

Un originale e graffiante cocktail di parole e versi, in bilico tra l’ironia e l’impegno, la satira (talvolta anche molto cruda) ed il gioco con una spruzzata di accattivante surrealtà!

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