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GOCCIOLINE
Goccioline
piccole,
stupide,
con
tante parole, non sono mai artefici,
se
non di liti nevrotiche,
per
maglie rigate o davanti ai semafori …
Stupidini,
piccole gocce,
attenti
ai vestiti,
ma
incuranti degli “occhi blu”,
soffron
se non cambiano i mobili,
diventan
nervosi
e
su l’autobus … spingono!
Goccioline
sulla fronte
che
il braccio, ogni tanto, manda via,
soldatini,
un po’ stagnanti,
mi
fanno tenerezza,
anche
se sono assenti,
goccioline,
sopra un vetro,
scivolando
van giù …
Soldatini,
sempre al fronte,
come
francobolli su lettere in bianco,
goccioline
in uno stagno,
strette-strette-strette,
per
non prendere freddo,
goccioline
in nuvole gonfie che cadono giù …
Piccoli
soldati stagnanti
che
vanno a svagarsi con le loro automobili,
che
hanno ben spolverato,
prima
di stare in coda,
con
piumini ridicoli …
Soldatini
di stagno, piccoli,
non
sono mai, invero, quello che sembrano :
i
poveri appaiono splendidi
e
i ricchi, tra stracci, l’oro nascondono …
Ma
non pensar, che goccioline,
sian
tutti gli altri, fuori che te,
guardar
se stessi mette paura,
farlo
alla gente consola un po’,
siam
tutti gocce, dentro a un vaso,
che,
da lì a un po’, può traboccar,
siam
gocce, ma … non ci vogliamo bagnar !
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VOCALI
DI BIRRA
Anticamente
arabi alzavano alti attici
attenti
ad adocchiare abbrivii aristocratici.
Adescavano,
annoiati, antipatici avvocati,
alcolici
aeroplani, albini agitatissimi …
Allora,
altri astanti, arguti-affacendanti,
assumevan
antibiotici assurdamente asburgici.
Ed
Eleonora esclama : ”Enrico è educatissimo!
Evita,
esperto, eccitazioni esili!”
Esplora
egregiamente erogene escrescenze,
esclude
elmi etilici, eczemi esantematici,
estemporaneizza
effimere espressioni,
evidentemente
: erotiche emozioni!!!
Illustri
imberbi invertono idiomi indianeggianti,
intingono
insalata in inglesine isteriche …
Impara,
inizialmente, introduzioni ibride!
Inchioda
intimi istanti, incomparabilmente!!
Istiga,
iperbolico, idioti ipoglicemici,
insisti,
ispira immagini : idee in incantesimi!!!
Ospitato
ogniddove, osservo occhi, ombre, ori, ore,
orditi
orientali, odori officinali, orinali …
Odo
onde oblunghe oltrepassare oceani,
orpelli
ortocromatici, olografie oniriche …
Orsù
ossequia ora, oziosamente orgiastico,
osceni
orgasmi ottici, otorinlaringoiatrici!!
Ulisse
udì ululare uccelli ultragalattici,
ugole
ulcerose urlare ultimatum …
Urgeva
“uischi” umido , utopica uscita,
un
uniforme ussara usata-utilizzabile …
Unicorni
ustionati urtavano ubriachi,
ubbidivano
umiliati usignoli usurpati …
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RICORDO
DELLA RIVIERA LIGURE
Chissà
se l’ha capito
che
sono una ragazza
oppure
è
proprio
per questo
che
si accanisce ottuso
a
manganellarmi a peso morto
la
sua rabbia in faccia …
A
vomitarmi addosso
urla
d’odio
e
calci nella pancia
con
il suo anfibio nero,
che
nel sangue sguazza
e
sul mio corpo,
follemente,
impazza
…
Indifeso
oggetto,
in
balia della sua vendetta,
forse
per un bacio non concesso,
o
una sculacciata ingiusta di sua madre,
io
“cagna rossa”, ”troia comunista”,
non
so se, da questo sacco a pelo,
ne
uscirò viva,
se
tornerò domani alla mia Brema
oppure
morirò per le ferite o per paura …
Tutti
gridano li intorno,
è
un bastonar con cura,
si
picchiano i pensieri,
si
rompono le braccia …
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CON
LE MOLLETTE
TRA I DENTI
Sto
cercando un appiglio,
tra
le bolle qualcosa
di meglio,
che
mi spinga a stare sveglio
e
respinga lo stanco sbadiglio…
Che
le chiazze di unto strapazzi,
faccia
a pezzi la puzza,
mentre
un flash di limone amaranto
mi
scombina la testa :
piatti
i miei pensieri,
piatta
tu,
vertiginando
assente c
a
d
o
g
i
ù
…
nel delirio lascivo, ebbro
di detersivo,
ubriaco
di ammorbidente,
nell’amore
pulito,
come
il “bianco-più-bianco”,
dei
miei sogni,
oh
lavatrice volante!
Come
mai farei se non ci fossi tu?
Lavi
le mie ombre e mi ritiri su …
…
a cercare , con lo straccio,
inzuppato
di disinfettante,
di
scovare, con coraggio,
le
colonie di virus fetenti
che
si annidano, sempre,
nei
posti più scomodi e bassi,
dove
passi e poi ci ripassi!
Perché
il vero pulito è la base della casa perfetta,
per
sentirsi sicuri e protetti : il primo dei passi!
Ma,
purtroppo, ri-sono un po’ stanco
(mi
gira la testa!)
e
ho qualcosa d’importante da fare alla finestra :
“Oh
quanto è bello stendere tutti quei panni umidi
Con
le mollette tra i denti equilibrarsi sui gomiti …
Oh,
come sono felice perché sono capace
a
stirar le camicie …
risparmiando
la luce!”
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NON
E’ CHE IO …
Non
è che io sia razzista
ma,
non
si può negare :
che
i negri
non
amino molto lavorare,
son
sonnolenti,
mal
lavati lavativi,
poco
propensi alla produzione
e,
in più,
un
olezzante eccesso di sudorazione …
Per
non parlare dei sudamericani,
con
la bottiglia di birra sempre sulla bocca,
guai
a chi li tocca,
sono
facili all’offesa,
che
la rompon sulla testa
dei
cinesi, quelli lì che mangiano i cani,
che
fanno scarpe e borse
con
la pelle dei crucchi bambini
„wurstel-kraffen
mit kartoffen“,
come
i gelidi svedesi
che
han, però, dei bei
donnoni
mica
come le spagnole
che
hanno neri baffi, tesi, come quelle calabresi!
Terrone
che
sotto il lavandino
tengon
le galline, e anche gli amanti,
che
al novantatre per cento
son mafiosi,
in
special modo i sanniti,
i
turritani e i leccesi,
con
quell’incredibile accento sguaiato,
intimidatorio
e sfrontato,
genti
di periferia, pigre,
inabituate
al buon vivere civile,
sanno
solo mangiare, e perder tempo,
come
quel capellone del palazzo di fronte,
che
va in giro col cane e le treccine ammuffite,
(ma
lo usa lo “sciampo”?),
o
quei drogati del piano di sopra
che
rientrano a tutte le ore della notte
e
vanno in bagno senza sosta …
Almeno
fate mucchio
e
tirate la catena, alla mattina,
l’unica
cosa giusta che fa
mia
moglie, quella cretina,
che,
a parte certe assurde voglie,
sta
sempre a chiacchierare-parlar-male,
con
quella sciocca di sua figlia,
che
pure le assomiglia (poverina!),
e
… notate un pò la mia mano destra :
sembra
farlo apposta,
che
se mi prude proprio lì,
la
signora, non si muove
e
chiede aiuto alla sinistra,
come
non le riguardasse, a
‘sta cretina!
Oh,
ma siamo matti!!!
E
le tira una man-rovescia
ma
lei non se la tiene, la restituisce doppia,
allor
strepita, smoccola e s’arruffa,
senza
ritegno, il cuor le graffia,
morde
il ventricolo sinistro, che diventa ventriloquo,
e
mi manda … a cagare! !
Per
metterle d’accordo non mi resta che il suicidio
tanto
cosa ci sto a fare,
io,
in
mezzo a ‘sta gentaglia!!
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EXTRACOMUNICANTI
Ma
cosa c’è di più bello alla sera
di
abbandonarsi su una molle poltrona,
sintonizzati
sul giusto canale,
abbuffarsi
di cronaca vera ?
Addentrarsi
nei particolari,
quelli crudi
che, poi, te li sogni,
giusto-giusto
per stare informati,
per sapere dove
sono arrivati …
Quante dita è
entrata la lama?
Pubblicità! Ci
si mette il pigiama!
Poi
scattare veloci col dito,
quando
il gioco si fa più pesante,
non puoi mica
mostrare quei mostri
a
tuo figlio, sempre più interessato!
Ma
dopo sei spots l’orrore è passato :
c’è
un’attrice con la gonna all’ascella
che ci parla del
suo fidanzato
che
ad aprile la sposa : ch’è bella!
Questa
è la vita per
chi non l’ha capita!
Questo tipo di
trasmissione,
“servizi-indiretta-verità-esclusiva”,
“lei” ci
illustra la vera vita,
le nostre attese
non van deluse,
siam tutti
pronti davanti al video,
occhi aperti,
orecchie tese,
e anche se, un
po’, ciò , impaurisce,
ci da luce e ci
solleva …
E
allora via! Dobbiamo sapere,
giusto-giusto
per farci un idea,
del pedofilo
anglo-belga-marocchino,
e del negro che
ha mangiato un bambino,
della puttana
albanese impalata,
del
nuovo amor di Carolina
…
Non possiam
perdere l’intervista :
“Nonna
violentata dal nipotino!”
Scure,
torbide storie d’orrore,
che
a noi Normali,
mai,
capiteranno,
siamo
molto più buoni e puliti,
siamo
molto, molto più, intelligenti
di
quelle genti schifose e ignoranti,
meridionali,
“extracomunicanti”,
che
non ragionano con il cervello ma
col
pugnale e
con
il pisello!
Questa
è la vita per chi non l’ha capita!
Per
chi non l’ha capita!
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