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Dai Ricordi Il velluto
delle tue labbra,
nei sogni miei,
con quel sorriso
impreziosito di malizia,
colorano la mia vita.
Ti fa bella,
il sole del tramonto,
mentre pettina l'oro
la brezza
tra i tuoi capelli.
Rubo piacere
ai tuoi seni,
assorti,
alti,
silenziosi,
come l'altare
di un dio pagano.
Morbidezze
E’ qui,
nell’incavo della mano,
morbido e caldo
come il viso di un bambino
appena nato;
tenero, delicato
come un sogno mai sognato.
Chiudo gli occhi, confuso,
ed un solletico fuso
al piacere di un petalo,
che cosa…che cosa!
Un piccolo soffio di rosa,
che nell’incavo,
tra il medio e l’anulare,
comincia a giocare
e poi…
sembra che voglia andare
tra i tuoi sogni
ed i miei,
nel mio cuore e nel tuo,
attraverso la mano,
che trema,
sul tuo seno.
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L U C I A Inseguo,
nella notte,
il tuo respiro,
vivendo del ricordo
dei tuoi baci.
Feriscono
i miei occhi
mille luci,
come se fosse un sogno
senza pace.
Sul mare,
la carezza del mattino,
ma non ho sonno,
solo freddo al cuore,
ritorno a casa mia,
ch'è senza amore.
Un sogno
ad occhi aperti
mi conforta:
ritorni vera e calda
più che mai,
ti sento,
sei con me come tu sai,
ti amo,
per quello che mi fai.
Ritorno in me e piango,
come un bambino:
stringevo tra le braccia
il mio cuscino.
P O L I C H I N E L L E (*)
Che forza
a navigar controcorrente
ed ignorare il riso,
che si nasconde dietro ogni sorriso.
Una cultura tiepida, globale
che tristemente arranca,
tra il nulla e il virtuale.
Chi sa qualcosa, oggi,
è un Pulcinella,
che fa un po’ pena
e vive sulla pelle
il triste dramma dell’ipocrisia:
avere sogni è solo una follia!
La maschera
la porto in permanenza:
saltello, ridendo a crepapelle,
piango e m’inchino,
facendo Pulcinella.
(*) Il Pulcinella francese |
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Se questi occhi
Se questi occhi,
che hanno tanto vissuto
dovessero chiudersi
all’improvviso,
se queste mani
che hanno tanto agito
dovessero fermarsi
d’improvviso,
se questo cuore
che ha tanto amato,
senza mai conoscere
il fuoco devastatore dell’odio,
dovesse cessare di battere
all’improvviso,
tu non piangere,
figlio mio!
Piangeresti sulla mia libertà,
sul mio ritorno al Creatore,
sul mio respiro d’infinito,
dov’è gioia il dolore
e le lacrime
pioggia fitta d’amore.
Se questa bocca,
che ha tanto parlato,
imparato, insegnato,
progettando nei sogni
e discorrendo di pace,
si dovesse chiudere
d’improvviso,
continueresti a sentire
la sua voce,
dalla mia anima alla tua,
giù, nel profondo della tua coscienza,
del tuo sentire,
del tuo essere mio figlio.
Sono ancora qua,
dietro la porta del tempo,
rinato per te…e per me,
che ti amo
più di quanto lo potessi fare
sotto il sole
e sotto le stelle.
Il Pino
E torna primavera tra le foglie,
coi nidi e il cinguettio degli uccelli.
S’accoppieranno i passeri,
ed i fringuelli,
alle pallide luci dell’aurora.
Saluteranno le rondini il mattino,
al volo dei gabbiani sopra il mare,
ma l’albero non può più rifiorire:
sulle morte radici può stormire?
Vacilla il tronco sulla terra mossa,
la valle diventa la sua fossa.
Ed è sera
Nuvole rade
disegnano l'azzurro del cielo,
non vi sono discorsi
nel giorno
che muore in silenzio.
Il verde nasconde
più verde
i raggi del sole,
un'eco lontana
mi porta
la voce del mare,
ed è sera.
il Sorriso degli angeli
I vecchi
odorano di vecchiaia,
fanno sogni senza speranze
e mordono senza denti.
I vecchi
sono bambini,
senza essere bambini;
sono grandi,
che non fanno storia,
ma le raccontano le storie,
a quelli che sono bambini,
come loro.
I vecchi amano la vita
perché non ne hanno più tanta;
odiano i giorni,
perché passano troppo in fretta
e le stagioni,
che vivono come se ognuna
fosse l'ultima.
I vecchi
amano il cielo,
ma carezzano la terra,
da dove sono nati.
Il loro sorriso
è quello degli angeli,
quando le passioni tacciono
e rimane soltanto la gioia
di essere ancora vivi.
Joannes Paulus Secundus
Quando
l'ultimo raggio
brillò sopra San Pietro,
si chiuse per il mondo
una pagina di storia.
Lacrime di dolore
segnarono la gloria
di chi fece vessillo della Croce,
lottando per la pace,
con la pace.
Madre celeste
ammantalo di luce,
lui che, per lustri,
illuminò il mondo.
Nel nome tuo santissimo
condusse una crociata,
chiamò tutti fratelli,
potenti e poverelli.
Come novello Pietro
In nome del Creatore
portò per ogni dove
la voce dell'amore.
In lui parlava il viso,
lo sguardo aperto e il cuore,
la luce del sorriso,
la forza del dolore;
portò oltre la storia
la via dell'umiltà.
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Come il sole al tramonto Perché
questa maschera
di rughe spietate,
sul viso,
mi stravolge
il sorriso?
Una voce profonda,
senza note di gioia,
come il sole al tramonto,
tra tristezza e la noia,
non ha voglia di dire,
di parlare d’amore?
Quante fitte nel cuore,
tra sconforto e vergogna,
d’esser solo passato,
che non vive né sogna,
solo tempo ch’è andato.
Una bimba, guardando
quella maschera grigia
tra il collo e l’orecchio,
grida forte :- C’è un vecchio
che piange come fosse un bambino,
sembra, mamma, un piccino
che ha bisogno d’amore!-
-Ma non c’è la sua mamma,
è un vecchio che muore!-
Ivana
Generosa
ti schiudi all'amore
ed io gemo,
suggendo il tuo fiore.
Poi ti tendi
e diffondi le note:
nel delirio,
s'arrossan le gote.
Le tue labbra
sono calde d'amore,
come batte impazzito
il tuo cuore.
Mille volte mi chiami,
poi. svieni;
sfioro i seni
e languida vieni.
Il tuo sguardo nel nulla
si è perso,
sei la luce
del mio universo.
Desnuda
Il tempo si è fermato
sul tuo seno,
mentre carezzo
la tua pelle bianca.
Sei calda
come il sole,
di mattina,
ti copri
con le mani
da bambina.
Non parli mai
quando ti carezzo,
nascondi gli occhi
sotto i tuoi capelli,
ancora soffici
e neri,
come i miei pensieri.
GIOCHI D'AMORE
Dolcissime,
morbide,
calde,
che parlano d'amore,
dialogano col cuore.
Un piacere,
sottile,
mi prende
e mi perdo
nel gioco sapiente
del nido dischiuso.
Compare,
discreta,
la rosea compagna,
carezza languida
che bagna
di lucido piacere,
e ti fa bere
dal calice intriso,
che uso,
violandolo a mia volta,
distolto
dal viver quotidiano.
Invano,
non ho più difese,
più veloci delle mani,
più tenere del pensiero,
più generose del sesso,
impastate di peccato,
voluttuose,
spregiudicate,
vogliose,
sensuali:
le tue labbra.
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