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Le Poesie di Gluca

D'altre stagioni

Lanugine d’altre stagioni 
adagia sul freddo 
attendermi. 
Qui vivo  
su giorni migranti  
in spazi 
e tempo 
d’alture: dove 
nuova strada ritraggo, 
incerto è scoprirmi: come  
inesprimibile sapore, vibra 
ora e lieve smarrisce il  
sussurrar 
d’un eco 
nel calar che
assera e quiete. 

"Di nuovo cielo"

E stante, tiepido, un alito 
d’inverno, tutto m’hai dato 
come nuovo e addivenire. 
Del cielo, nel pigro suo mutare, 
hai mostrato a me piu’ 
intensa stagione e 
come gia’ non paghi il 
battere di stanche ore 
oltrepassate. 
  Ed ora, ancor quest’oltre 
tu addivieni, cui sento 
colori e suoni su fresca 
pioggia 
che sorprende il mio 
fertile sentire. E disseto cosi’ 
questa stagione nel pensiero 
che sempre
bellezza ti sia. 

"Interrotte Note"

Magre foglie e caduche, rara
ombra dispensan dalle gelide fronde:
è d' autunno l'annuncio, che
canuti rami piegherà nella quiete.
 
Umida bruma mattutina sorprendeci
ora sul nostro abbraccio e scarno,
che sa di sciolta pena ed
interrotte note.

Soli frammenti"

Ed ho visto 
frammenti  
d’oltre mare e 
appartenenza; 
dov’è luce e confini  
spazianti 
fra basse terre e cielo: è 
questo il mio dissolver d’ali  
in quiete e sogno quando ancora 
assera. 
Così, 
memoria sarà transito nei 
colori, dove leggera 
è quest’aria ancor conosciuta che 
già prorompe e sottile,  
come ore di 
futuro giorno. 

"Due Novecento 99"

Dove specchiasi luce
ed ombra è mare e
tempo azimo
m’è stato agli occhi il 
viaggiarmi e l’odore
tra volti d’inespresso silenzio.
 
Poi il saperti qui, che
al cuor lenta aspiri 
sillabe d’ ansia : nel 
navigar pioggia che 
sfama quest’ or mattutina, 
tu oltre m’attraversi, 
dove d’alta marea onde
mi ritraggo. Umido 
respiro al cielo, e 
gocce cadon se stesse e
bruma 
nello scomporre gl’irrisolti
grani d’ affetti già mietuti.
Quel bisogno di cui m’ asseto
dal nascer tu già partecipi : 
dov’è istante di luce 
che riveste sulle labbra,
                                      tu sei,
e schiuso trovarmi 
                         ora, nuove parole.
 

"Foglie d'autunno"       ( a Joy Grisham)

E' oscillare incerto, principiar lento
d' autunno. Mi percorre scarno
un alito erboso e rugose foglie: creature
a lor stesse avvinte sul rampicante freddo.
 
Spoliato dei figli, mormora
ora leggero - lacrime - il ramo nel
batter fondo - mugghiar di vento - ove
turbinano oltre - polverose nubi e bigie -
dune aeree: intorto fogliame.
 
Affamata terra dischiude il suo
bacio: prepara loro, sull'erba che accima,
soffice una coperta. E s' ingrigia, sul pallido
ovale, il color d' autunno.

Di minor forza lo sferzo
d' aria fredda del sonno mi fa
il saperti qui: tu smembri l' odor di pena
ed il nulla: del tempo; mentre sul cuore nascondo, l' un l'altra inanellate, 
sposate dita.
Le nostre: amarti è
saper insieme di non esser - mai soli.

"Un Anno"

Freddo è sentirmi, come scevro di 
spazio e confini dal sicuro tratto.
Nel distratto menar della prima stella
vedemmo confitto all'arenile un remo
e scarno, ed ancor s'udiva,
sciolta, l'eco d'uno sciabordio. 
Un vecchio legno,
su grani sabbiosi a riposar stanchezza
come muta cosa, dimentica

"Lontani"

  Brusco annuncio d'un
piovasco, e m'accresce
teoria dei tuoi abbracci: mancanti.
Strugge alla vista
l'allunata sera in
gravide nubi volgersi; così
penetra di nebbia l'odore e resina
Sei acque inquiete: non
ti argino,  
e un’altra volta sento  
i miei passi percorrere  
versi già accaduti.

"Notturno"

Silenzi d'ambra 
adornano strade: è quasi luce 
oltre il piovasco, e notte 
dissolve, dell'or nel volger, 
silenti mattutine. 
M'avvolgo, sì 
ebbro, in parole che lontani 
odori consegnami : or profusi 
dal duro sonno, negli occhi. 
I nostri 
 

"All'imbrunire"

E' quiete nell'ombra; tace la valle
dall'umida coltre serale dagli
stormi allietata, e s'eleva gaio il 
canto d'una donna sulla via del 
ritorno che a rincasar la porterà.
Fedele l'attendono all'imbrunire
- sì forte intriso d'odori e voci
liete e festanti che il sol salutano - 
il tepor d'un focolare, l'abbraccio 
il bacio d'un bimbo, il desco imbandito.
Anche l'aia s'acquieta, e vivida la 
luna, ora stende il suo manto materno

"Gita al fiume della valle dorata"a Joy Grisham

E' immensa luce
ovunque.
Assenti i confini,
s'espande lieve 
l'onda d'uno sguardo. 
Occhi materni
d'un amore che totalizza, e
parole soffocate  
nell'attimo di una sensazione 
senza tempo.
Raggiante,m'illumino.

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