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AMORE
AD AMALFI
Anema
e core
i
suoi poeti d’occasione
immagino
che anche Amalfi
ne
avrà avuti almeno mille
Sei
meglio tu che scherzi
sulla
mia prima pancetta
toccandola
a minor fortuna
per
te avermi così
che
ad un buddhino sul comodino
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TI
GUARDO
Sono
perfettamente inutile
come
uno che si gira
rigira
le sfere baoding
tra
le dita connesse agli organi
vitali
sempre meno vitali
Mentre
mi basta vederti
spruzzare
l’acqua solare
per
l’agognato fototipo bruno
scriverti
adesso un ti amo
appena
più fine di un SMS
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CIO’
CHE UGUALMENTE PASSA
Fatue
palle piumose
dei
soffioni di tarassaco
ho
riscoperto in giardino
Uno
ne ho reciso
e
come non facevo più
sui
pappi ho soffiato lieve
Sono
senza soldi abbastanza
per
cambiare casa più grande
sposarti,
e quindi fare un figlio
Ma,
vedi, una volta anch’io
alla
disseminazione ho contribuito
di
ciò che ugualmente passa
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ETSI
OMNES NON EGO
John
Steinbeck mi avrebbe visto
passare
a Positano
per
farmene un’idea
non
sarebbe stato contento
che
il turista più modesto
conoscesse
un posto così
fuor
dall’eletta
e
dal fior d’ogni potente
le
menti i ricchi gli ottimati
Non
queste parole alle sue
vi
faranno mai da controtarga
inopportuno
monumento
E’
poca linfa sanguigna d’insetto
scacciato
rimasta sulla mano
che
non pensavi fosse rossa ugualmente
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