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Siede
quieto e rosato quel ridente tramonto,e questa
rima,che
mi par di sentire del suo candido crine quel
sapore
d’incanti ed un soffio infinito,come acqua in ruscello.
E
sedendo lontano a mirare nel chiaro quel perpetuo
silenzio
riso a suon d’altalena,e ove il pianto gioisce,
una
voce fatata mi raggiunge nel cuore,ed allora,nel
sole,odo
un canto morire: e mi rinvien l’eterno, e
l’odor
delle morte stagioni,e la novella e viva,il pensier di lei.
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