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Guardando la vita dall'alto

autore: Giongio

Un dubbio la assalì, proprio quando oramai sembrava decisa a porre fine a quell'esistenza sterile.

 

E se non fosse stato tutto vano, magari qualche frammento, goccia chiara nel buio della sua vita breve. Lampi di luce, qualche gioia svelta e null'altro. Più ripercorreva con gli occhi stanchi del cuore e più non ricordava, o solo non comprendeva. Tutto è morto ora, l'inverno prima del tempo.

 

Era stata primavera, il mondo sembrava veramente felice, viveva tra i fiori, il profumo, la voglia. Un'estate afosa spesso l'aveva portata a riflettere.

 

Poi l'autunno, consapevolezza, sempre più forte con l'avvicinarsi delle feste. Lei oramai sola. Tutto ciò che vedeva attorno era desolato, spento. Era l'ultima, una sorta di grande responsabilità. Appesa oramai ad un sottile filo, più impalpabile di ora in ora. Ricordava le settimane precedenti, come un po' di compagnia destava già in lei un'allegria minima ma sufficiente.

 

Fino a quando non erano rimasti in due. Ora era da sola, ad una ventina di metri dal suolo. Attorno a lei solo piccoli rami stanchi di una betulla in letargo. "Lei se lo può permettere" penso tra se e se.

 

Come tutte le piante, lei avrebbe dormito per sei mesi, aspettando la vita, una primavera finalmente. Tutti gli esseri viventi hanno vita breve, ma gli alberi no, loro sono più forti. Alle sue spalle sentiva ormai il richiamo, sembrava essere giunto il momento e la brezza le carezzò le spalle come era solita fare. Due anime rimaste sole a pochi giorni dalle feste di Natale.

 

La loro era vita breve, stagionale. Ma non erano prive di sentimento come poteva apparire agli occhi vuoti di chi aveva da tempo rinunciato a sognare. Perdersi nei pensieri più strani non è proprio di chi ha chiuso le porte alla chimera come sfogo dell'anima.

 

Per loro i sogni erano pressappoco sempre gli stessi, sfumati nei contorni ma mai nella sostanza. E si eccitavano nel ripetersi le loro fantasie non cogliendone la superficialità. Ma lei no, lei conosceva.

 

Il momento era arrivato per lei come per le migliaia che l'avevano preceduta.

 

Chiuse gli occhi verso il mondo, e con una lieve spinta si liberò del mondo librandosi in aria. Con un tonfo secco, ali di farfalla, si trovò distesa tra la neve che copriva ormai da mesi la strada. Così cadde l'ultima foglia prima del grande freddo.
 

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