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Il Catodico Imborghesito

autore: Michele Medici


Passeggiava per “les Champ Elysèe” tranquillo al seguito della moglie indaffarata a guardare le vetrine che costellavano il grande viale alberato che terminava con l’arco di trionfo.

Nino aveva fatto il sessantotto, sì quello con il Vietnam, l’immaginazione al potere e la scuola di Francoforte.

Lui aveva aderito con vigore a questo marasma ed era sempre sceso in piazza a difendere i diritti dei lavoratori, che erano poi anche i suoi entrando a far parte del sindacato.

Lo avevano insignito anche del titolo di cavaliere del lavoro per essere rimasto sempre fedele alla stessa azienda nei secoli dei secoli amen……..

Con la chiesa non aveva mai avuto un gran rapporto, solamente da bambino aveva fatto il chierichetto.

Tutti questi pensieri gli frullavano nella testa; ma erano ricordi lontani adesso doveva pensare alla pensione doveva pensare a rilassarsi……

Da quando era andato in pensione i cambiamenti erano stati parecchi: era diventato nonno e aveva avuto in eredità una casa alla periferia di Parigi.

Tutte queste cose lo avevano reso enormemente orgoglioso e adesso viveva meglio …. una vita agiata dopo tanti sacrifici.

Aveva ricominciato a guardare la televisione…… scatola magica dalla quale era stato lontano da molto tempo, che adesso aveva magicamente ripreso vita rispolverata da tutti gli “utensili domestici” che non avevano avuto un degno nella vita di Nino sempre indaffarato con i problemi della fabbrica …… 

Attualmente la T.V. era entrata a far parte della sua vita….. Aveva persino ricominciato a pagare il canone CAI,era passato da un assenteismo quasi totale,schifato come diceva lui da tutti quei “buzzurri in giacca e cravatta” che erano già ricchi abbastanza e che non avevano certo il diritto di spillare anche i suoi soldi …….

“Di tutto e di più” era diventato un credo;non era solamente il motto di una nota azienda televisiva ma anche un suo personale convincimento .

Doveva recuperare il tempo perso,infatti guardava tutto e di tutto ingoiava ore ed ore di televisione senza mai fermarsi senza mai porre fine a questa obesità catodica.

Di tutto quel miscuglio di fotogrammi che assumeva giornalmente prediligeva i tele- quiz non tanto per le domande che erano proposte, quanto per le signorine che ogni sera ballonzolavano sullo schermo, facendogli provare un sussulto di gioia mentre il conduttore sorrideva sornione facendosi quasi complice dell’adulterio differito. 

Adesso stava camminando per i capi elisi,come un normale turista con un sole settembrino che gli picchiava sulla testa pelata . Mentre lui e Pina passeggiavano il aveva fermati un ragazzo con gli occhi grandi e supplichevoli d’aiuto,era un sentimento vero quello che trasmetteva,tremava tremava tutto.

Nino si era fermato a guardarlo mente l’altro implorava soccorso dietro ai suoi occhiali firmati e le sue sicurezze……. Irremovibile quasi glaciale lo ha congedato con:“Io non parlo con un negro…. Vai a lavorare .

Negro???? Ma Nino e il sessantotto l’immaginazione al potere e tutto il resto ?.

Non c’erano più situazioni passate perché adesso era subentrato il fantastico mondo del circo con i suoi cani ululanti e le scimmie urlatrici……. Ops della TV con le sinuose ragazze del tele- quiz che salutavano e ammiccavano, pedine…. di questo intorpidimento e imbarbarimento culturale collettivo. 

FINE

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