Metropark
autore: Gluca
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fs METROPARK S.p.a. Roma Termini P ent. ore 06:29 Piazza dei Cinquecento pag. ore 07:14 |
ovvero
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(una breve Storia un po' Sentimentale ed un po' di poesia - e senza dimenticare Ennio&U2 - ) ovvero,
ad un certo treno EC 30 Roma termini - wien sudbf, chè se lei non l’avesse preso in tempo questo racconto non sarebbe nato.
ovvero, |
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Primo movimento 07:14.04.03.’99 Leggerezza. Sensazione che INEBRIA.
Da quanto tempo non ti accarezzo più ? due.millenovecento/99 questo mio tempo, mentre la pioggia ritorna a bussare alla mia porta, fessura di cuore che si schiude ora a nuove parole. Parole nuove, che sanno l’attesa in un tempo mai stato sazio di fughe e ritorni, viaggi silenziosi cieli visitati di nubi leggere mattine brumose sere d’inverno a respirare fino a che fa male fredde stelle e “sono state giornate furibonde, senza atti di amore, senza calma di vento, solo passaggi e passaggi, passaggi di tempo, ore infinite come costellazioni ed onde, spietate come gli occhi della memoria. Altra memoria e non basta ancora, cose svanite e facce e poi il futuro ...mi sono visto piangere in uno specchio di neve: mi sono visto che ridevo, mi sono visto di spalle che partivo. ...ti saluto dai paesi di domani, che sono visioni di anime contadine in volo per il mondo”[1].
Fabrizio ed Ivano l’han detto meravigliosamente. T’ho ascoltata migliaia di volte in questi ultimi 2 anni, canzone di poesia e di verità, per giorni e giorni quando mi sono perso infinite volte in quei “paesi di domani” che sono “visioni di anime contadine in volo per il mondo”...mondo che sei troppo grande e la tua bellezza mi irretisce...i tuoi infiniti colori e la tua GRANDE, grande MUSICA…………………………… E poi, in un giorno qualunque d’un nuovo tempo (cioè alcuni giorni addietro) mi trovo ad addentrarmi in un: “cos’è che vorresti da me?” “in questo preciso istante, mentre sorseggio la mia Beck’s?” aggiungo alla tua domanda. “Sì. Proprio così: ora” “...beh, non saprei...magari fai tu per me - penso - ma debbo dire qualcosa, e quel qualcosa si avvicina ad un “nnnnon llo sooooo” e gli occhi slavinano verso il basso. “E’ così difficile spiegare, e poi lo sai, le parole sono spesso un limite per me”. Un limite, giusto. ...per non dire (e’ scontato) che l’equilibrio comincia a vacillare su questo sgabellino ed il mondo gira troppo in fretta, troppo troppo in fretta per me, ...e così E così, passano alcuni giorni, ed ecco che la risposta ti arriva dritta dritta sulle labbra alla velocità di un ETR 400 in transito: “poesia”. Ecco quello che volevo/voglio/vorrei. E forse la parola non dice tutto? Ma NO che non è così: dice molte cose, forse dice anche quello che non basterebbero un trilione di parole per dirla tutta. Poesia - ed aggiungo - che vibra nel fondo liquefatto of our souls - laddove “il tutto” è l’instabile coacervo d’emozioni paure colori Jazz newyorkese & notturni di Chopin mattine di pioggia leggera & mare che non basti mai per dissetare ‘sto cuore e poesia, ecco. Tutto quello che vorrei. Tutto quello che vorrei fosse. Tutto quello che vorrei fosse attorno. Tutto quello che vorrei fosse attorno a me. Ed allora. come spiegare questa mattina che arriva dopo 24 ore che non dormo e che ha il sole nell’aria ed il fermento d’una città impazzita che ricomincia a correre urlare inquinare in modo furibondo? Bene: cominciamo dal principio e con ordine.. ...sì, con ordine ...decisamente con ORDINE
Secondo movimento 21:00.03.3.’99. “...dico davvero... cioè... se non ti offendi - è naturale - però guarda che lo faccio con il cuore”, e poi a dirla tutta AMO andare in stazione per accompagnare una persona, perchè ogni volta... è come se insieme a lei partissi anch’io - un pezzetto di me - che resta chiuso lì in un angolino del suo bagaglio - e non sai quanto vorrei partire adesso e per davvero, con tanto di biglietto e pacchetto di cicche “rosse” morbide - “CHE NE DICI?” - Basterebbe un “sì,” facile facile, lo sai? - ftzzzz t...tzztztztztz..... “Beh, forse è meglio di no” - PERCHE’ NO? Ripeto: perchè no? -
“.......” “guarda...riesco ad organizzarmi lo stesso.........” “...posso insistere? ” “..........” “...beh, come dire....” OK: allora vada per il SI. VADA PER IL Sì “Vada per il sì. Ore 6:00 davanti ai cassonetti dell’immondizia (!): non mancherò - lo so che non mancherò , siete TUTTI TESTIMONI che non rifilo buche, vero? -”. “e queste cassette?” “sono per te” “ma DAII!!” “ma SI!!” “Ennio Morricone & U2?” “e perchè proprio Ennio & U2?” “perchè... non lo so... cioè... forse perchè regalare Ennio è come regalarti un ricordo di certe serate ……le battute dei film di Sergio e le smorfie del Biondo e del Tuco….. l’armonica agghiacciante di Charles[2] - è ricordare il pianoforte un po' stonato di “C’era una volta in America”[3] che mette i brividi perché in quelle note c’è TUTTA la VITA di una generazione di eroi disperati, di”buoni, brutti e cattivi” che hanno costruito l’America e che l’han fatta ballare & impazzire di swing nei locali sulla 5th Avenue affollati di brillantina & piume sui cappellini da donna & smoking & alcool fatto-in-casa buono per dimenticare - ma poi ti ricordi che il tuo fegato sta andando lentamente all’ospedale - e che nei films sgorga dai rubinetti dei radiatori per riscaldamento - chè fuori si respira aria di proibizionismo”…………… E’ TUTTO QUESTO (ed altre cose, quali ad esempio: quella musica è davvero dentro di me e così...registrarti quella cassetta è come dire: “ti registro un pezzettino di me”. Ti piacerà?) “e poi gli U2 perchè c’ho dei 45 giri in cd introvabili...e poi gli U2 perchè li amo - senz’altro aggiungere al concetto - li amo” (e poi forse non è vero che quando suona “where the streets have no name” lì dentro ci sono tutte le strade del mondo che stanno bruciando di AMORE&VITA in questo momento? Quel motore SIAMO NOI, e batte batte batte, ed ancora oltre..…………………………….). D’improvviso. D’improvviso mi guardi. D’improvviso mi guardi e nei tuoi occhi. D’improvviso mi guardi e nei tuoi occhi c’è una luce meravigliosa che mi fa sentire BENE: forse è per tutta questa MUSICA che c’è intorno a noi, o forse è perché ti stupisce che io sia lì a coccolarti, e giuro ti guarderei per un’ora intera. Ed anche più. Non so davvero cosa dire perché ho PAURA di rovinare quella luce...una luce che non ha bisogno di parole per essere ricambiata, ma di altra luce...quella che vorrei trovare...quella che non trovo perché la tua mi assorbe...pochi secondi... “....... - .......- ..........” un bacio sulla guancia per dirmi grazie -“grazie? ma per cosa?” aggiungo troppo in fretta, e dovrei dire invece “ma grazie a te, perché non sai quanto mi fai STARE BENE quando ti vedo così” E dovrei dirlo? Beh, non lo dico perché come al solito il mio deeley[4] c’ha tutti i potenziometri al massimo “neanche fosse l’assolo di the wall part I “, e mi concentro invece stupidamente a chiudere la macchina/infilaregiacca/prendere/vassoio/sigarette/telefonino/riguardo la lampadina telescopica del cruscotto/perché se rimane ON addio domattina: batteria del mio cuore è vero che non mi lasci stanotte? Prometti -
- solo un ATTIMINO dopo ? - e tu che appoggiata alla portiera dell’auto non dici nulla... “......- ovvero quelle tue pause che amo -.........” ...non c’è una foglia che si muove intorno...quiete e qualche faro d’auto che corre veloce (e chissà quale urgenza lei sta inseguendo...)...quei tuoi momenti di silenzio che... ...quelle pause che scelgono le parole più giuste e di nuovo mi guardi dicendo in fretta & fretta che mi vuoi bene. àNCH’IO TE NE VOGLIO - penso e NON lo dico - autentico pinolo D.O.C. che sono -
…Perché come al solito viaggio sempre su un treno di piombo e pure a pedali - e dunque - TEMPISMO: fatti benedire.. Vorrei [abbracciarti] a-des-so perchè mi hai commosso fin dentro l’anima, e sarebbe un momento INCANTEVOLE per farlo & dirti che in questo momento il sentirti vicino mi affascina, corrobora, mi ISPIRA NUOVE PAROLE e nuovi viaggi e... come un accordo di sus3° e 13°tendente a bemolle: sai che non c’è nei libri perché è più di quanto la musica consente, ma lo vuoi suonare lo stesso perché in fondo TU SAI che le note del cuore conoscono INFINITI accordi e fra quelli....c’è anche quello che nessuno sa...che nessuno ha mai scritto...ma tu...invece... ...Questo è quello che mi sforzo di chiamare “vivere con poesia”: incontrarti e rendermi conto improvvisamente che hai dentro la vita e la poesia di chi imbraccia solo uno zainetto invicta ben stagionato e ( però questo è un altro capitolo - datemi tempo per favore) e, dicevo, parte all’alba per un viaggio lunghissimo munito di immancabili sìgare “blu” made in Svizzera ed un walkman preistorico che però ti suona divinamente “may your dreams be realased - by U2 - e tante altre cose: cose che per anni ho letto solo in quei libri ed.mondadori “collana per tutti”, titolo: “vagabondaggi” di H.Hesse - libri consumati sì dalla fantasia ma mai dalla polvere - e ora non vorrei altro che leggerle dentro di te e, soprattutto, VIVERLE assieme a te… Non è meraviglioso tutto questo? Riesco a fartelo capire? ci riesco??? E poi mi dici che sei commossa: ti guardo e vorrei dire qualcosa - non lo faccio - e spero che i miei occhi ti parlino. Sono felice di fare questo per te e tu mi dici “ma perché lo fai?”. Perché lo faccio? PERCHE’ LO FACCIO? “....-....., cioè...., si.....proprio così...- .........- .....ok”.
...perché mi esprimo così, e soprattutto perché ho un BISOGNO fortissimo di farlo... ...perché farlo mi fa sentire vivo, capisci?.
Sono un folle? Forse dopo aver conosciuto J.Kerouak, sì... ...e comunque....sta per iniziare questa meravigliosa serata...e tutto per la prima volta mi sembra come se davvero in questo impazzito film di vita io ci stia entrando davvero dentro...proprio DENTRO...su quella scena....e allora spazio alla musica.. ...ed a quel “qualcosa” di indefinibile che s’agita nel cuore, una specie...diciamo di....
...bisogno di vivere&respirare cose-persone-colori NUOVI…
...e dovrà essere GRANDE sta’ musica perché grande è quest’aria che respiro...che accarezzo...e poi tu...in mezzo alla musica...al centro di queste 24 ore che so già non potrò dimenticare. e allora... Terzo movimento 21:30.03.3.’99
...tutto inizia....
Una festa... tanti amici...un Pat che suona “it’s for you”[5] e mi sento male ogni volta che la risento anche se ormai è un miliardo di volte che l’ascolto - una cucina affollata di TUTTO: pentole farina brasiliana&melanzane sigarette accese/spente/accese che fumano dappertutto - e sul serio non ricordo più quante volte oggi ho cortesemente fatto visita al tabaccaio - e tutti i posacenere di casa sono in quei 4 metri quadri di cucina vino rosso – tanto - per preparare la digestione ed al quarto bicchiere sai già che le bottiglie in transito saranno molte - mani che esplorano pomodoro&mozzarella&melanzane&troppo/troppo olio viaggi da organizzare questa estate giri del mondo e treni che vanno e vengono ed aerei che fanno rotte improbabili ma adesso è giusto sognarlo perché questo pazzo mondo è lì che gira e noi ci corriamo sopra con i nostri motori sempre al massimo e poi città che si inseguono Berlino? Edimburgo? Parigi? Praga? Londra? Toronto? e veramente alla fine noi tutti saremo in go- tanti an- li
di cielo&terra&mare a dire che ‘sta terra è meravigliosa e la gente e la musica non finiranno mai di stupirci... ...E poi ancora telefonini che suonano ed annunciano la carica e ragazzi che entrano ed escono - ma secondo te quel tipo è guatemalteco? - e poi ancora vino&radici brasiliane&parmigiane dall’aspetto inquietante&viene pure fuori la storia che le sigarette fatte in casa si possono arrotolare con carta per incartare il pane&chiara d’uovo - ma dico: può essere vero? -
e ti vedo serena ora - almeno credo/spero - e sono felice che tutto questo ti faccia star bene. OK. e poi il Tipo (che con sospetto viene già additato essere del Guatemala) che dice “guarda che sono di Alessandria” - e pure di origini calabro-pugliesi - beh, fai un po' te - e finalmente si comincia a mangiare. Tipo a 3/4 serata il salottino diventa il Parioli del costanzo-sciò: tutti contro tutti e Rappresentanza Sindacale Uomini contro Organizzazione Per i Diritti Fondamentali Della Donna. OK.
...senza esclusione di colpi si prendono le parti di uomini stanchi-cacciatori-pantofolari & di donne ormai sedotte e anestetizzate dal giornale di lui aperto a letto la sera... ...clima da forum di giorno...
….e comunque è già tempo di andare... di raccogliere le nostre poche forze non ancora cadute sotto i colpi del sonno e prepararci ché ancora ci aspettano molte ore. E’ stata una serata molto bella, attesa, desiderata e cos’altro dire se non “che ci voleva?”. ...ed anche Pat c’è stato...con la sua musica...ed i colori che mi ha aiutato ad inventare e miscelare in tutti questi anni... C’è quasi un clima in me da “The legend of the pianist on the ocean” e forse un po' di Ted Lemon Novecento me lo sento addosso... ora che la notte ci riconsegna i suoi radi fari che sfuggono veloci sull’asfalto umido..è la tentazione, come lui, di sedermi sulla scaletta e guardare fuori - oltre i confini di questa nave che instancabilmente naviga su un oceano di leggerezza. Ma voglio SCENDERE....Sì, scendere ed attraversarla quella fottuta scaletta e cominciare a “respirare tutta quella gente”……………….. ...e poi alcune ore ancora ed il tuo treno partirà………… ed allora cosa dire ? Quarto movimento 06:29.04.03.’99
...che forse questa notte non è mai passata veramente, perché non ho dormito e non ho visto la luce della luna spegnersi sul silenzio del mio sonno...ma è rimasta sempre su di me…… ...e tu che arrivi alle 6:00 in punto e corriamo verso la stazione, verso il tuo treno… ...e così pochi minuti nel tuo scompartimento... ed ho paura che, se indugio ancora, le porte del treno si chiuderanno e non potrò più scendere...così ci avviciniamo verso l’uscita...e rimango fuori per rubare ancora un minuto al tempo... e tu lì seduta ed io che ti dico “sto un po' male...” e tu “perché?”...ti rispondo.... “perché c’è tanta - quasi troppa&dolorosa - poesia in tutto questo, non lo vedi?” “sì, insomma... accompagnarti su questo treno e sentire il desiderio di partire anch’io…di prendere un treno e cominciare un viaggio, capisci? un qualunque tipo di viaggio, per qualunque tipo di destinazione!”. ...e poi c’è la stazione col suo fascino...con tutti i suoi bagagli che corrono da una parte all’altra e dentro ognuno di essi una vita, un passato, un futuro ed un presente che chissà dove sta andando...migliaia e migliaia di “storie”, di giorni spesi in chissà quale parte di mondo...e con chi...e poi ancora la stazione con le sue “voci” che non sai mai da quale parte provengono e che annunciano destinazioni lontane&vicine dove ci sono ALTRE strade, altre persone, altra poesia....è questo il luogo che fin da piccolo respiravo la domenica mattina e non c’era cosa più bella che sentire la corrente d’aria lasciata da un treno in transito...e per un attimo lasciarsi trasportare da quella corrente...dove, non conta...ma lasciarsi portare via...anche per un solo istante...
...e poi ti voglio bene... ....ed il tuo treno sta lentamente iniziando a solcare i primi metri di binario...e tutto questo DAVVERO adesso sa di poesia....mi fermo allora a fissare questo treno che parte - mani in tasca...la testa un po' inclinata...in silenzio... - treno che diventa sempre più piccolo...ad ogni istante meno visibile...finché si disperde nella soffice e mai scontata linea dell’orizzonte e penso a te che attraverserai l’Europa...e, qualunque cosa incontrerai, questo viaggio non potrai dimenticarlo...e spero davvero che la musica che ti ho lasciato ti faccia compagnia...così come la “tua musica” mi sarà accanto...e sì perché “musica” non è solo quella che registriamo su un nastro...è anche quella che ciascuno di noi “lascia nell’aria” come una fragranza...e molte volte è proprio quando questa musica impercettibile non riusciamo più ad ascoltarla che forse perdiamo le persone...e comunque...la tua musica è rimasta qui...in quest’angolo di mondo che ha l’odore dei freni surriscaldati - e non solo - e forse appena giunto a casa scriverò queste cose “perché nulla vada perduto...” ....”neppure un attimo di queste ore così dense di un qualcosa che mi affascina...”
...ed allora...da apprendista musicante che sono, scelgo il pezzo da cantare nella mente - ma è come se tutta l’orchestra stesse davanti a me - e c’è una vecchia canzone degli anni ‘40 che bussa al mio cuore ed io la faccio entrare...è il “vecchio Frank” e canta “try a little tenderness”[6] - divina - e...
rimango. rimango in silenzio. rimango in silenzio a. guardarti. rimango in silenzio a guardarti e. rimango in silenzio a guardarti e penso. rimango in silenzio a guardarti e penso “grazie”. ...pago alla cassa e lo scontrino del parcheggio rimane fra le mie mani...lo fisso come se lui volesse qualcosa da me...e capisco che devo tornare subito a casa... per scrivere questa piccola, vissuta fino in fondo, storia.. ...prima che il tempo ne disperda i colori.... ...prima che il sonno ne confonda le note... ...prima che questa poesia scritta ad un semaforo io non la ricordi più..................... ................................ ................................................................. D’altre stagioni
Lanugine d’altre stagioni disperde in questo attendermi. Qui vivo su giorni migranti che tempo e spazio dissolvono : dove nuove parole ricerco, mi scopro: come inesprimibile sapore, vibra ora lieve e disarma il sussurrar d’un eco nel principiar lento e quiete. [1] Versi tratti dalla canzone “Anime salve” di De Andrè / Fossati [2] Per ogni riferimento a questi personaggi….si veda il film “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone. [3] Chiedo scusa….ma insisto con i film di Sergio Leone! [4]
Effetto elettroacustico utilizzato per ritardare i suoni degli
strumenti amplificati….un esempio per capire di che sto ‘a
parlà? …. “The wall”
(Pink Floyd) part I e pure II ….si ascolti bene la
chitarra…ha un deleey! [5] Pat Metheny, con la sua canzone “It’s for you”…che se poi la si ascolta bene…si può ricordare che è anche la colonna sonora del film “Fandango”. [6] Frank Sinatra
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