Letto Matrimoniale
autore: Gianluca Minotti
A momenti dovrebbe arrivare il letto matrimoniale.
Mi ha chiamato la signorina della ditta di trasporti per dirmi che alle
quattro faranno la consegna.
E' stata molto gentile la signorina, mi ha chiesto anche se tutto era a posto,
se tutto era in ordine, siete contenti?, ha detto, e poi ha aggiunto, siete
pronti?
Io e Elena siamo seduti sul divano.
Lei ha iniziato ad abbracciarmi e ad accarezzarmi. Immagino di sapere dove
vuole andare a parare, ma a me non va di fare l'amore così.
Mi chino su di lei e le sussurro parole tenere. Le dico di aspettare, di non
avere fretta. E poi non voglio rompere una tradizione, voglio che la prima volta
tra noi sia sul grosso letto in noce e ottone di famiglia e non su un rozzo e
banale divano Ikea.
Elena mi sorride e mi stringe forte una mano,come vuoi tu, amore, mi dice, e
si rassetta la gonna che le era salita un po' sopra il ginocchio.
Io mi alzo e cammino su e giù per la stanza, scostando di tanto in tanto le
tendine alla finestra, nel caso il furgoncino delle consegne stia arrivando.
Chissà come sarà comodo il letto!., fa lei, Comodissimo!, le dico, è uno di quei
letti di una volta., non ne fanno più così al giorno d'oggi, Sì, immagino., dice
lei,
Era nella casa dei miei, giù in campagna, Meraviglioso!, fa lei, Già., i miei ci
hanno dormito per trent'anni, Trent'anni!.,
E questo non è niente, continuo io, prima di loro ci avevano dormito i miei
nonni per quarant'anni e hanno fatto sette figli,
Oh!., fa lei, Sì, tutti e sette concepiti su quel letto.,
Oh, dice lei, deve essere una specie di letto magico., uno di quelli che si
leggono nelle fiabe.,
Sì, credo di sì!., rispondo io,
Mi avvicino e mi risiedo sul divano e le prendo una mano tra le mie.
E da stanotte, le dico, sarà per sempre il nostro letto e ci faremo l'amore ogni
notte e vi concepiremo i nostri figli. e quando iddio lo vorrà ci moriremo.,
prima io. e poi tu.,
Oh!, non dirlo!. mi fai paura., fa lei,
Paura?.è una cosa dolcissima., le dico, sempre stringendole le mani,
E' stato così anche per i tuoi?, mi chiede timorosa, voglio dire. ci sono
morti?.
Sì, ci sono morti entrambi i nonni. e anche i miei genitori!, le rispondo,
Uhm.devi avermelo già raccontato, dice lei assorta,
Mia madre, povera donna, ci è morta solo un anno e mezzo fa.,
Mi sarebbe tanto piaciuto, amore, conoscere tua madre, tuo padre.ne parli sempre
con entusiasmo e ogni volta ti brillano gli occhi., dice lei,
Oh!, i miei ti avrebbero adorato, cara.mia madre non avrebbe potuto desiderare
una nuora migliore.,
Oh, caro!.c-a-r-o,. c-a-r-o., fa lei, quasi con le lacrime agli occhi, mi
prenderò io cura di te da oggi in poi.e tua madre, tuo padre.tutti i tuoi
parenti, da lassù, mi veglieranno..
Poi suonano e prima di rispondere guardo dalla finestra.
Vedo un furgoncino e alcuni uomini in maniche corte che si guardano intorno.
Vado al citofono a rispondere e dico che per sfortuna sto all'ultimo piano, che
in ascensore il letto certamente non entrerà e che gli toccherà trascinarselo a
piedi. Ma l'uomo mi risponde, con una voce fredda e professionale, che non c'è
problema. Evidentemente deve essere abituato a situazioni del genere e chissà
quante rampe di scale ha salito nella sua vita con ogni sorta di roba pesante
sulle spalle.
Apro la porta ed esco dall'appartamento.
Elena mi raggiunge ed entrambi ci affacciamo sulla tromba delle scale, illuminata dalla luce del giorno che piove a dirotto da un'enorme lastra di vetro posta sulla sommità del pianerottolo.
Sono in quattro a trasportare il letto matrimoniale e anche se sono appena al
primo piano, li sento già ansimare.
E' davvero un letto molto robusto, dico ad Elena.
Poi guardo meglio, e allora capisco.
Distesi sul letto, in quello che da quassù mi pare un sonno tranquillo, nonostante i continui sobbalzi cui sono sottoposti dai quattro uomini in evidente stato di difficoltà, ci sono proprio tutti.
E non solo i miei genitori, i nonni, e i sette tra zii e zie.
Ma anche i tre terranova da cui mio nonno non si separava mai.
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