Le Percezioni di LIN
autore: Maurizio Nucci
CAPITOLO I - DATA_1 - LA SCOPERTA D’UN NUOVO MONDO
Lin è rimasta orfana
quando era ancora bambina ed è stata affidata ai suoi zii, Gasperina e Bruno i
quali non hanno potuto avere figli e cosi l’hanno accolta tra loro come tale,
sono molto buoni e premurosi con lei sono ricchi e non le fanno mai mancare
niente, ma non le hanno mai detto e forse mai le diranno che non sono i suoi
veri genitori.
L'unica cosa che Lin possiede dei suoi veri genitori è un anello con sopra una
pietra, che a volte cambia di colore, a lei hanno raccontato che è il suo umore
a farla cambiare di colore, ma non ci ha mai creduto.
Aveva compiuto da poco 13 anni quando cominciò a pensare come mai gli era sempre stato raccomandato di portare quell’anello e soprattutto com’era possibile che l’anello anche crescendo gli stava sempre bene al dito era come se cambiasse le sue dimensioni man mano che lei cresceva.
Una notte di luna piena mentre era seduta con le gambe incrociate sul suo letto osservava il suo anello era bellissimo ed era blu come la maggior parte delle volte, ad un tratto sente tutti i cani del vicinato ed il suo, abbaiare ed ululare alla luna, Lin s’infila l’anello e si affaccia alla finestra guarda il suo dobermann in giardino e lo vede agitato e impaurito, si preoccupa per lui ma la cosa più strana che le risulta evidente è il colore del suo anello era diventato rosso sangue.
A quel punto era anche lei impaurita ma la curiosità la divorava, così scende in giardino a vedere il cane che voleva uscire dallo steccato cercando di scavarci sotto, non era mai successa una cosa del genere, senza pensare Lin prende il guinzaglio lega il cane e lo fa uscire.
Non sta per niente
buono, la tira fortissimo, vuole andare verso la fontana, appena la vede tra le
ville lo lascia andare e lui corre velocemente come per avventarsi su qualcosa,
poi si blocca ad un paio di metri dalla fontana ringhia e abbaia a qualcosa.
Lei si avvicina e vede un uomo che si sta facendo il bagno, urla degli strani
suoni, si bagna con tanta foga, come se venisse dal deserto ed avesse un gran
bisogno di rinfrescarsi con l’acqua, mentre lei si avvicina il rosso del suo
anello s’illumina, sembra come se ci fosse una luce che proviene dal suo
interno.
L’uomo la vede e gli urla contro, va verso di lei velocemente, Lin è troppo impaurita per quello che le sta succedendo e resta immobile, il cane salta addosso all’uomo che con una sbracciata lo sbatte a terra (forse non è sopravvissuto) continua il suo cammino rapido verso di lei ed ora è visibile è sfigurato ha i vestiti strappati e pieni di sangue, Lin sta ormai guardando in faccia la morte quando qualcosa lo colpisce sul fianco con una forza incredibile e lo spinge a 10 metri lontano da lei, che credeva fosse stato investito da un’auto ma non lo era.
Impietrita rimase a
fissare quell’uomo che oramai era incapace di fargli del male, una voce:
- Non credi sia meglio che te ne torni a casa, per questa notte un licantropo è
più che sufficiente, no?
Lin si volta e vede un uomo molto carino vestito in modo veramente strano.
- Non ti preoccupare per il cane telo riporto a casa io
Lin:
- Grazie!
- Cos’era quello?
- Chi sei tu?
Lui:
- No non ci sarebbe riuscito a farti del male, io sono Sauzer.
Lin allunga la mano
per darla all’uomo che le ha salvato la vita, quando vede l’anello che è
diventato nero ed opaco.
Lin:
- Io mi chiamo Lin.
Sauzer:
- Sì lo so ma adesso va di corsa a casa e fatti una bella dormita ai bisogno di
riposo.
Lin:
- Ma….
Sauzer:
- Vai a casa! O preferisci aspettare che quell’essere si risvegli?
Lin:
- Vado, si vado, grazie!
Lin corre verso casa stordita, quello che gli stava succedendo era come vivere
un brutto sogno, entra in casa senza dire una parola si distendendosi sul letto
si addormenta di colpo.
Il mattino seguente.
La zia Gasperina, la sveglia accarezzandola con dolcezza:
- Svegliati tesoro vieni a fare colazione.
Lin apre gli occhi, ed in pochi secondi rivive tutto quello che gli era successo
la notte precedente, ha la mano appoggiata sul cuscino e davanti al suo viso
l’anello, è blu.
Scende in cucina, si siede a tavola e la zia le da la colazione, le vengono
mille pensieri per la testa, il primo tra tutti:
- Forse è stato tutto un brutto sogno, è sì non era reale!
Lin:
- Sai mamma ho fatto veramente un brutto sogno stanotte! Ero in camera mia
quando…
La zia la interrompe sopprimendo la sua voce:
- Non ci pensare adesso mangia che devi andare a scuola.
Non l’aveva fatta parlare e Lin rimase ad osservarla a bocca aperta, quella donna che lei credeva sua madre e che l’aveva sempre ascoltata, magari avrebbe continuato a sbrigare le sue faccende in cucina ma era la prima volta che l’azzittiva in quel modo.
Si prepara per andare a scuola e nel tragitto lei e la zia non spiccicano una parola, scende dall’auto ed entra in classe, resta tutta la mattinata a pensare a quello che le era successo senza neanche parlarne con i compagni, aveva paura che l’avrebbero presa in giro, giacché lei stessa non era sicura se quello che le era accaduto era solo un sogno o realtà non poteva dirlo a nessuno, chiunque non gli avrebbe creduto e lei avrebbe perso fiducia in quelle persone.
Riflettendo si
domandava:
- Un licantropo? Non possono esistere!
- E quell’uomo da dove è sbucato fuori? Certo che era muscoloso ma non poteva
avere quella forza sovrumana!
Ad un tratto grida a voce alta:
- Mario!
Tutti i compagni la osservano e si piegano dalle risate, il professore la guarda
con occhi sbarrati:
- Che centra Mario col teorema di Pitagora?
Lin:
- Ahahaha….. niente scusi professore.
Da quel momento Lin ha un unico pensiero “il cane” com’era possibile che non ci
aveva pensato prima, Mario: il dobermann aveva preso un brutto colpo e se stava
bene voleva assicurare che era stato tutto un brutto sogno.
Appena arriva a casa comincia a cercare Mario in tutti i posti ed urla il suo
nome ma niente.
Va da Gasperina che è in cucina a preparare il pranzo e gli chiede:
- Mamma dov’è Mario?
Gasperina:
- Lo abbiamo dovuto portare dal dottore perché stava male, sembra che qualcuno
dei nostri vicini gli ha fatto mangiare delle polpette avvelenate forse rischia
di morire.
Lin:
- Delle polpette?
- Più tardi mi accompagni?
- Voglio andare a trovarlo!
Gasperina:
- No, non voglio che lo vedi, sta male e farebbe male anche a te vederlo!
Lin:
- Non mi importa, voglio andare a trovarlo!
Gasperina:
- Tu invece farai quello che ti dico io!
- In più ti avverto, non uscire più da sola di notte senza dirmi niente
altrimenti la prossima volta le prendi!
Lin tenta di parlare con la zia ma lei gridandogli contro non glielo permette e
ignorandola va in camera sua.
Lin si domanda perché Gasperina si comporta in questo modo con lei? Proprio in
questo momento quando lei ha più bisogno del suo aiuto?
I giorni passarono e di quella notte non si parlò più, tra Lin e Gasperina
perirono i distacchi e le freddezze.
Una ventina di
giorni dopo sempre in una notte di luna piena tutto sembrava ripetersi, l’anello
di Lin tornò ancora una volta rosso sangue anche i cani tornarono ad abbaiare ed
ululare, quella notte Lin decise di non uscire anche se la curiosità, e il
desiderio di andare verso quella fontana le facevano battere il cuore a mille.
Il mattino seguente arrivò a scuola ed i suoi compagni erano tutti raggruppati
con le facce sconvolte a chiacchierare di qualcosa, decise di avvicinarsi e
chiedere:
- Che cosa succede?
Furono queste le parole di Sara, la migliore compagna e amica di Lin:
- è successa una cosa terribile, ti ricordi di Bart il fratello di Giulia, quel
ragazzo con i capelli lunghi che va sempre in moto?
Lin:
- Certo lo conosco di vista!
Sara:
- Ieri notte stava tornando a casa quando si è fermato alla fontana in piazza
per bere un po’ d’acqua, è risalito sulla moto e mentre si allontanava, gli è
sembrato di essere rincorso, si è girato e veramente un uomo gli correva dietro,
cercava d’essere più veloce possibile ma per queste strade non riusciva ad
andare molto veloce, si è voltato un paio di volte e vedeva la testa di quell’uomo
vicinissima, cercava di correre più che poteva ma non riusciva ad allontanarsi,
è riuscito a seminarlo solo quando è arrivato a casa .
- L’hanno trovato
seduto sulle scale dell’atrio, i sui capelli castani, lunghissimi sono diventati
completamente bianchi e adesso non riesce più neanche a parlare bene per lo
spavento.
Lin si sentiva terrorizzata, cominciò a pensare che non era stato un brutto
sogno il suo, ma non poteva parlarne con nessuno.
Tre notti più tardi usciva la luna piena, Lin aspettava che il suo anello
cambiasse colore per andare alla fontana, forse aveva bisogno di vedere ancora
con i suoi occhi per credere meglio in se stessa, forse era stata la forte
emozione, non lo sapeva!
Lin viene svegliata
dall’ululare dei cani, dopo essersi addormentata e il suo anello è rosso, prende
il compasso che ha sulla scrivania e si punge una coscia con la punta di ferro
per esser sicura che è sveglia. Lo è!
Scende molto lentamente per non farsi sentire, esce e va verso la fontana sempre
con molta calma.
Ecco riesce a
vederla, si avvicina sempre di più, è arrivata vicinissima e si affaccia ma non
c’è niente, allora si guarda intorno e non c’è traccia di mostri, torna in
dietro e mentre cammina l’anello s’illumina, sente una presenza alle sue spalle.
Vorrebbe voltarsi ma ha troppa paura, quell’essere ha rincorso a piedi per un
lungo tratto un ragazzo in moto scappare quindi sarebbe inutile, allora si
decide e di colpo si volta, è lui il licantropo e caccia un urlo assordante.
La scena si ripete Lin non riesce a muoversi e neanche a chiedere aiuto, la
morte per Lin ha ormai le sembianze di un uomo con il volto sfigurato dalla
mascella e dai denti smisurati.
Ad un tratto la luce dell’anello si spegne, Lin se ne accorge, come pensava è
“nero opaco”,è Sauzer, ma lei non avverte la sua presenza e non si sente per
niente a suo agio.
Sauzer dietro di Lin:
- Sai potrei avvertirlo di non farti del male, ma purtroppo i licantropi hanno
un cervello paragonabile ad un osso di fragola, quindi per fargli capire le
buone maniere devo far io un po’ di male a lui, poi forse capirà.
Lin:
- Io cosa devo fare?
Sauzer prende Lin sotto le braccia, la solleva e la mette al suo fianco.
Il licantropo si allunga per mordere Sauzer ma lui gli infila il dito indice, il
medio e l’anulare nella fronte, gli sfonda il cranio come se fosse una
mozzarella, ritirando fuori le dita il mostro cade a terra, ormai è spacciato.
Lin finalmente si sfoga:
- O mio Dio, sto impazzendo, non riesco a capire più niente, ma è un sogno o è
realtà?
Sauzer:
- Mi prendi in giro forse?
Lin:
- No, è che tutto quello che mi sta capitando in questi giorni è assurdo, questo
coso disteso qua per terra col cervello di fuori è assurdo, tu sei assurdo ma
chi sei?
Sauzer:
- Queste cose sono sempre esistite ma tu eri troppo piccola per poterle notare,
adesso riesci a sentire le forze del male che ti sono vicine, come le sentivano
i tuoi genitori, non sei come la maggior parte delle persone e dovresti esserne
fiera.
Lin:
- Cosa centrano i miei genitori?
Sauzer:
- So che per te sarà un brutto colpo sentire quello che ora ti dirò. Tu pensi di
essere la figlia di Gasperina e Bruno ma non lo sei, loro sono i tuoi zii.
Lin è sempre più sconvolta ma non vuole credere alle parole di Sauzer.
Lin:
- Come potrei crederti?
- Io neanche ti conosco!
Sauzer:
- Hai soltanto bisogno di tempo, io ho aspettato tredici anni che arrivasse
questo momento e non pretendo che tu mi creda, adesso vai a casa!
Un’auto passa nella strada vicina Lin si volta per scorgerla, quando poi si
rigira Sauzer è scomparso nel nulla. Ora è sola in una di quelle tante strade
deserte in una di quelle tante notti di luna piena.
FINE
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