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Ultimo viaggio

autore: Ettorus

Angela.

Ancora ricordo la prima volta che ci siamo incontrati. Era un caldo pomeriggio d’estate e a Roma c’era un’aria irrespirabile. Ricordo che per evadere dall’afa che regnava in casa mia decisi di andare in centro a fare due passi. Ricordo la gente che si lamentava per il caldo, continuando a sventolarsi il volto con qualsiasi oggetto. Camminavo senza meta fra centinaia di altri corpi accaldati quando passai davanti alla tua vetrina. Portavi una lunga gonna blu a fiori che risaltava i tuoi fianchi e una magliettina smanicata bianca che lasciava scoperte le spalle abbronzate. Ricordo di non aver potuto fare a meno di entrare e chiederti informazioni su uno stupido capo di abbigliamento. Tu mi sorridevi e così al momento di salutarti mi feci coraggio e ti chiesi a che ora avresti finito di lavorare.

Angela. 

Non potrò mai dimenticare il giorni in cui ti ho chiesto di sposarmi. Eravamo andati in gita ad Assisi e tu eri li in chiesa a parlare di noi due. Avevo già deciso di chiedertelo ma non sapevo come fare, non sapevo quale fosse il momento giusto. Quando siamo usciti dalla chiesa, il sole ti ha illuminato il volto. Eri bellissima! Cosi mi son fatto coraggio ed ho pronunciato quelle tre difficili parole. Tu sei stata un attimo in silenzio. Il mio cuore ha cominciato a martellare, sentivo la pressione scendere verso l’infinito. Poi i tuoi occhi si sono illuminati e semplicemente mi hai detto si. Una energia improvvisa mi ha spinto a sollevarti e a farti volteggiare nell’aria. Ci siamo baciati in mezzo ai turisti appassionatamente come mai avevamo fatto e poi siamo andati a mangiare.

Angela.

Non scorderò mai quando quella sera, rientrando dal lavoro, trovai la casa piena di candele. Il profumo dell’incenso che inondava le nostre narici. Ricordo che hai cominciato a baciarmi e a spogliarmi. Abbiamo fatto l’amore con passione e alla fine tu mi hai detto che aspettavi un bambino.

Angela.

Non so perché, solo adesso, tutti questi ricordi mi ritornano in mente. Forse perché cercano di distrarmi dal dolore che mi provocano le lamiere della macchina che premono forte sul mio corpo. Forse perché sento il mio cuore lentamente rallentare e voglio che l’ultimo ricordo sia tu.

Angela.

Addio amore mio cerca di essere felice. 

Fine

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