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Perso nei suoi occhi

autore: Gianluca Vitale

Dove sono? È tutto buio qui, non riesco a vedere nulla.
Mi sono perso in me stesso, non riesco a controllare la mia mente…
Ogni secondo che passa è dedicato a lei, ogni cosa mi riporta alla mente la sua immagine, l’immagine della persona con cui ho passato i più bei momenti della mia vita, la persona che amo.
Quando stavo con lei la mia mente si svuotava da ogni pensiero ed il mio cuore si riempiva di un qualcosa di indescrivibile.
Ricordo la prima volta che la vidi:
Sembrava uno dei tanti sabato sera su quel corso che era diventato noioso, però quella sera toccai il cielo con un dito.
Ero appena arrivato sul corso con i miei amici, ad un certo punto trovammo un gruppo di ragazze, tra di loro c’e ne era una con un volto angelico.
La guardai negli occhi, in quei bellissimi occhi verdi in cui si perse il mio sguardo, è stato come se mi avesse lanciato un incantesimo.
Nonostante la mia timidezza mi avvicinai per conoscerla, la salutai, anche lei mi salutò, feci delle battute, forse anche cretine, però ci divertimmo tanto, mentre i nostri sguardi si intrecciavano. Con un po’ di timidezza la invitai a mangiare una pizza, lei accettò molto volentieri. 
Uscimmo il giorno dopo, quella serata in pizzeria e per tutta la sera non facemmo altro che ridere e scambiarci messaggi con gli occhi mentre in me saliva la voglia irrefrenabile di baciarla.
Durante il tragitto che va dalla pizzeria a casa sua volevo dimostrarle tutto però la mia timidezza me lo impedì.
Arrivati sotto casa sua lei prese l’iniziativa e mi baciò.
Il mio cuore stava per esplodere.
Quando le nostre bocche si lasciarono non capivo se tutto un sogno oppure era la realtà che ci coinvolgeva completamente senza possibilità di scampo.
Cominciò così la nostra storia perfetta.
Ogni volta che la vedevo o sentivo la sua voce era come se nascessi una seconda volta.
Cercavamo tutti i modi per restare insieme il più possibile, se non riuscivamo a vederci passavamo le ore a parlarci a telefono.
Ogni giorno a scuola riuscivo a stare più in pace con me stesso perché avevo l’immagine del suo viso stampato in mente.
Dopo la scuola arrivavo di corsa davanti al suo istituto per accompagnarla a casa sua, però di solito non arrivavamo mai in orario per il pranzo.
Passava il tempo e tutto andava per il meglio, però ad un certo punto del nostro rapporto non vedevo più nei suoi occhi quel calore che sentivo quando i nostri sguardi si incrociavano.
Quando la chiamavo per darle un appuntamento non la sentivo molto partecipe ed a volte non si presentava neanche.
Dopo un po’ di giorni mi disse una cosa agghiacciante: “Le cosa tra noi sono cambiate, non credo di amarti più. Rimaniamo amici……”.
Da quel giorno cambiò tutta la mia vita: non riuscivo a mangiare, non riuscivo a dormire, non riuscivo a studiare, avevo sempre quella frase in mente «Rimaniamo amici».
Vorrei sapere perché è molto semplice chiamare amore un’amica, ma è difficilissimo chiamare amica una persona quando per te è stata il tuo più grande amore.

FINE

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